E così Cristina e Davide, una delle meravigliose coppie del nostro gruppo, decisero un bel giorno di settembre 2024 di tornare a vivere nell’amata Sardegna, in quel di Cagliari, lasciando un pezzo della loro vita passata e del loro cuore nell’altrettanto amata Vicenza. Ovviamente per noi restanti membri del gruppo fu un trauma, tuttavia pensammo che Cagliari poteva essere anche un’opportunità per tutti…e fu così. Quale miglior momento, se non il fantamercato di riparazione di gennaio (col freddo del nord Italia) per un esodo in massa nella calda Sardegna a battagliare sui giocatori da comprare? Però non da soli, cosa facciamo senza le nostre metà? E allora via con mogli e compagne, organizziamo per una tre giorni di fuoco; grazie al nostro unico e solo Presidente, prendiamo i biglietti, poi Cristina che è del luogo, ci organizza in modo splendido i trasferimenti e gli alloggi.
Penso a quanto poco senso abbia muoversi in 9, con relative compagne, per andare in Sardegna a incontrare il solo fantallenatore trasferito (Davide), oltretutto tifosissimo del Padova. Ma noi siamo fatti così. Naturalmente come spesso accade ci son gli imprevisti: Efrem decide di farsi una bella e seria contrattura a calcetto esattamente il giovedì a poche ore dal volo. Poco male, noi siamo in grado di trasformare gli imprevisti in opportunità. Arriva il giorno della partenza e ovviamente tutti camminano veloci in aeroporto e lasciano indietro in nostro artoleso. Io, e sottolineo io, decido di assisterlo mettendo in chiaro che non mi sarei assorbito da solo lo storpio per tutti e tre i giorni ma che ognuno di noi doveva accompagnare l’invalido. Mi è tornato in mente il film “Compagni di scuola” di Verdone, stesse scene. Da buoni amici poi abbiamo continuato a percularlo: nei bus gli indicavamo il posto per gli invalidi, gli facevamo prendere le scale mobili, facevamo strada in mezzo alle code per far passare lui. Stiamo parlando di una contrattura che per noi è diventata un elemento altamente invalidante da costruirci un film.

Selfie per l’arrivo in areoporto, riconoscibile in lontananza col giaccone verde, Efrem “lo storpio”
L’accoglienza di Cristina e Davide è stata insuperabile anche nella location dove si dormiva; ognuno ha trovato dei pasticcini fatti da Cristina, speciali.

Il Gruppo del Fantacaz alla stazione di Cagliari
Ho dormito con Frank e siccome ci conoscevamo fin da bambini sapevamo molto bene a cosa andavamo incontro, soprattutto in tema di qualità dell’aria; in confronto le PM10 fanno bene.

Io e Frank dopo la prima notte nella stessa stanza, notate il colore
La prima sera ci siamo fermati all’Old Square pub, che diventerà di fatto la nostra base: mega televisori ovunque che trasmettevano partite di calcio, tavolate, birre, hamburger e piatti ad alto contenuto di colesterolo, come piace a noi insomma (il mio medico sostiene che il colesterolo è una fake). E’ stato interessante notare come Davide, che dice di conoscere molto bene Cagliari, non sapesse darci alcuna indicazione delle strade da seguire e alla domanda “che cos’è quel monumento così bello?”, rispondesse sempre: “Quello? Ah, è un palazzo storico”. Che immensa e luminosa cultura! La cosa piu’ strana che abbiamo visto a Cagliari, e parliamo di Karma, è una scritta sul muro che riguardava due dei nostri amici, incredibile!

Zio Franco e Davide libero! Probabilmente i 3 giorni con i vicentini sono stati una sorta di prigionia per il nostro Davide
Fatto sta che dopo una notte in apnea in camera con Frank il giorno dopo dovevamo trasferirci in un locale sulla spiaggia, prenotato per noi da Cristina, quasi fosse la stanza dell’ultima cena, dove si sarebbe svolto il fantamercato. Il tema però è stato prendere il bus: i nostri amici dal passo svelto partirono di tutta fretta per salire dimenticandosi però l’invalido che avanzava lento e in imbarazzo quando la tartaruga del parco lo ha sorpassato facendogli il dito. Naturalmente io, e ripeto io, senza ricevere l’assegno di accompagnamento, decisi ancora una volta di offrire il mio braccio allo storpio per velocizzare il passo e dare del filo da torcere alla tartaruga. Interessanti sono poi i sardi, gli isolani, personaggi del luogo, ancora di piu’ se sono signore anziane che, per passare la giornata, girano di autobus in autobus commentando gli eventi, un vero incubo per gli autisti. A noi è capitata la peggio; mentre Efrem si sforzava di accelerare e i nostri amici erano già in autobus, la dolce vecchina esortava l’autista a chiudere subito le porte perché si era in ritardo e non era giusto aspettare l’uomo con il deficit. Ibcredibile!

Efrem in autobus nel posto degli invalidi

Cartelli che indicavano la possibilità per Efrem di seguire il gruppo.
Le nostre girls si erano programmate tra visite culturali e shopping mentre noi, arrivati al locale del fantamercato siamo subito partiti (erano circa le 10) ordinando vino, vino, poi mi pare ancora vino e se non erro anche del vino. “Portaci anche (ma proprio se ne hai) qualcosa da mangiare” sottolinea Davide. ” Scusate e l’acqua?” domando speranzoso ” Guarda quanta ne hai la” mi dicono i miei cari amici, indicandomi il mare

I fantallenatori sulla spiaggia di Cagliari

la spiaggia di Cagliari…in gennaio…
Tutto meraviglioso; il profumo del mare, il sole che scaldava, le barche a vela, il rumore delle onde e noi li, un gruppo di 10 persone malate di fantacalcite acuta a rilanciare su giocatori, a provare strategie sbagliate, a gufare sul giocatore perso all’asta sperando che si rompa….

Davide, il Gianni Brera de noialtri, studia chi comprare al fantacalcio e la formazione del Padova anti Virtus Verona

I fantallenatori con il digestivo post asta
Non mi ricordo chi ho comprato, mi ricordo solo che ho bevuto, bevuto e ancora bevuto. Continuava ad arrivare vino. Intanto Efrem si era collegato per il derbissimo Virtus Verona-Padova e li, noi bravi vicentini, a gufare. L’unico e il solo che se ne stava in disparte a parlare di vestiti con le girls era, per ovvi motivi, il nostro Davide, tifosissimo del Padova che pontificava ” L’ultima partita che ha perso il Padova è stata più di un anno fa nello spareggio col Vicenza, non abbiamo mai perso quest’anno…non vorrai mica che…”. Noi pensavamo “Non succede ma…se succede!”.
Caspita alla fine vince la Virtus Verona! Incredibile…e stasera gioca il Lane, se si vince si va a meno 3! Dove andiamo a vederla? Andiamo al nostro risto-pub preferito, l’ Old Square. Davide non è venuto, emotivamente provato. Arrivati al pub, candidamente chiediamo di proiettare, anziché una noiosa partita di serie A , la partitona Renate-Lanerossi Vicenza. Tutti e 9 incollati alla tv…niente, non succede nulla, vabbè dai, un pareggio…poi al 94mo punizione, cross e colpo di testa vincente di Leverbe! Vinto 1 a zero all’ultimo respiro, Padova a meno 3! Parte il canto “I biancorossi sono dei gran bevitori….” e tutte le persone del pub si mettono a cantare con noi e a ridere per la nostra felicità.

Tutti con la testa in alto a vedere il Lane!

Foto artistica stile Picasso di due tifosi incollati allo schermo
E Davide? Pensa te il karma…il Padova che non ha mai perso perde proprio quando i vicentini si trasferiscono a Cagliari a trovare il loro amico, perde contro un’altra veneta (Virtus Verona) mentre il Vicenza vince all’ultimissimo secondo di recupero: una botta che avrebbe tramortito anche un elefante. Ma ci sta, gli amici sono importanti per queste occasioni dove ci si sfotte con profondo affetto. La cena di quella sera è stata unica, non solo per le squisite pietanze ma anche perchè ho fatto una foto con una persona speciale, che avevo sempre sognato di fare: il venditore di rose.


La tavolata impreziosita da mogli e compagne…da notare i tifosi vicentini che indicano il 3 a significato dei meno 3 punti dal Padova.
Il giorno seguente dopo aver visto Cagliari sotto la pioggia e il ristorante preferito del mitico Gigi Riva siamo ripartiti per tornare in quel di Vicenza, ringraziando di cuore Cristina e Davide per l’incommensurabile accoglienza, il Padova calcio per le emozioni ricevute e Leverbe per averci insegnato che non bisogna mai mollare. Ma forse il grazie piu’ grande va alle nostre mogli e compagne che nonostante il dottore abbia detto “Signora, suo marito soffre di fantacalcite acuta” e alla domanda “Cosa posso fare per curarlo” “Signora, nulla, deve solo assecondare e portar pazienza, non vi è rimedio” loro sono venute con noi e solo con loro si è formata una squadra vera di fantacampioni e di fantamici che il proprio campionato lo hanno già stravinto da tempo.

Sono nato a Vicenza, il 4 maggio 1976, ancora in epoca di tv in bianco e nero dove si andava a letto dopo il carosello delle otto…gli anni di Calimero e di Portobello per poi passare alla tv a colori ed ai primi cartoni animati giapponesi con i quali ho trascorso l’infanzia… Però si era sempre fuori all’aperto, insieme ad un pallone ed a partite interminabili 15 contro 15 anche sotto il sole di ferragosto, alle due del pomeriggio. Forse è stato l’allenamento di quegli anni o forse il carattere, in ogni caso mi laureo in economia e commercio a Verona prima del tempo canonico di 4 anni, poi durante gli anni riesco ad ottenere anche un master. Nel frattempo ci metto pure il matrimonio e due meravigliose figlie. Mi occupo di economia, finanza, strategia e ho lavorato in tante aziende, tutte diverse e tutte uguali. In ogni caso la bellezza della vita rimane la propria famiglia, che è allargata agli amici, al trovarsi insieme davanti ad una birra o attorno ad un fuoco con una bella grigliata pronta e sempre li vicino un pallone pronto per giocare.